Tecnica
La mountain bike (spesso abbreviata in MTB o chiamata anche Rampichino) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere fuori da sentieri battuti sia in salita che in discesa.
Storia della mountain bike
La bicicletta da montagna nasce in California negli Stati Uniti verso la fine degli anni 70. All’inizio le MTB non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati. Il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero ed introdussero un cambio di velocità specifico. Il fenomeno mountain bike dilagò in tutti gli Stati Uniti e più tardi (negli anni 80) in Europa. In , quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli, con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello Rampichino. Da allora (1985) fino alla fine del secolo le vendite di MTB si incrementarono al punto da superare la quota di due terzi del mercato. La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l’amore per la natura e gli ambienti incontaminati ma anche le forti emozioni. Oggi le mountain bike vengono costruite in numerosissime versioni e sono diffusissime anche in città. Sono assai diverse dai primi modelli e hanno ora anche forcelle (o l’intera struttura) ammortizzate e freni a disco.
Tipi di mountain bike
Le MTB si possono classificare in base al telaio e alle sospensioni:
- front suspended (ovvero con forcella ammortizzata anteriore)
- full suspended o biammortizzate (con forcella ammortizzata anteriore e sistema ammortizzante posteriore integrato nel telaio)
- rigide (senza sospensioni)
Sono scomparse le MTB a sola sospensione posteriore, in quanto poco funzionali.
Esistono diversi schemi di sospensione posteriore, i più importanti sono:
- monoshock (detto anche monopivot o cantilever): il carro (cioè la parte del telaio a cui è collegata la ruota posteriore) è collegato al telaio tramite un solo punto di articolazione. E’ uno schema semplice, affidabile, ed economico. Per contro ha un livello di funzionalità non molto alto, in pratica pedalando la sospensione tende ad oscillare con il movimento dei pedali, cosa che spreca energie del ciclista e riduce il comfort.
- quadrilatero deformabile: la sospensione è a forma di quadrilatero, con quattro punti di articolazione, di cui uno sui foderi (cioè i tubi che collegano il forcellino della ruota con la parte anteriore del telaio) obliqui (ovvero quelli in alto). E’ più costoso del monoshock ma ha il vantaggio di poter essere progettato in modo da fornire una risposta migliore alle sconnessioni del terreno.
- quadrilatero horst: è un’evoluzione del quadrilatero deformabile, di cui riprende lo schema, ponendo però un punto di articolazione sui foderi bassi (anziché sugli obliqui). Rende la sospensione poco sensibile alla pedalata, cioè non crea ondeggiamenti della bici pedalando, cosa presente sul monoshock o sui quadrilateri deformabili.
- quadrilatero lawwill: è l’equivalente delle sospensioni di tipo quadrilatero usate sulle auto sportive. Se ben progettato infatti ha ottime prestazioni.
- vpp: è una sospensione relativamente recente, che enfatizza i vantaggi del quadrilatero horst, cioè ottima risposta alle sollecitazioni e agli urti del terreno e insensibilità della sospensione alla pedalata.
- urt: è una sospensione in cui il movimento centrale (cioè l’asse su cui ruotano le pedivelle) è collegato al carro posteriore e non alla parte anteriore del telaio. E’ praticamente in disuso, per la sue scarse prestazioni, e viene usato solo piu’ su bici di bassissima gamma.

MTB da cross country (in gergo XC)
È una MTB progettata per gare XC o per piacevoli escursioni non troppo lunghe, telaio front suspended (o addirittura rigido per una maggiore reattività, in questo caso sono necessarie buone doti soprattutto nei tratti particolarmente tecnici che contraddistinguono questa disciplina). Il telaio in genere è in alluminio e/o carbonio (difficilmente acciaio e titanio), freni di tipo v-brake o a disco (sia in acciaio che in alluminio: questi ultimi sono molto più leggeri ma più costosi e delicati) con dimensioni intorno ai 160 mm di diametro, forcella con 60-100 mm di escursione e ha un peso molto contenuto (dai 9 ai 12,5-13 Kg).
MTB da enduro (o all mountain)
È una MTB simile a quelle utilizzate nell’XC, ma non pensata per le competizioni e più orientata alla comodità ed al divertimento, anche con qualche passaggio di freeride non troppo difficile. Spesso, per questo motivo, è biammortizzata e generalmente ha freni a disco di dimensioni maggiori ed escursioni della forcella superiori rispetto alle “sorelle” da XC (dagli 80-100 mm fino ai 130-135 mm). Le geometrie sono più comode rispetto a quelle utilizzate sulle MTB da competizione, permettendo una maggior guidabilità ed un maggior confort nelle lunghe distanze. Spesso prevedono sospensioni e forcella bloccabili, in modo da evitare oscillazioni (effetto bobbing) durante la pedalata, in modo da trasmettere tutta la potenza alla ruota e quindi al terreno.
MTB da freeride

Sono MTB che puntano tutto sulla guidabilità e sulla robustezza. In genere i telai sono full suspended con escursioni di forcella e sospensione molto ampie (oltre i 170 mm) e con freni a disco di dimensioni maggiorate (anche sopra i 200 mm).
Il termine MTB da freeride e’ molto generico. Esistono mtb da freeride, freeride leggero, freeride pesante, freeride estremo, che differiscono tra loro per la robustezza, capacita’ di andare in salita, peso (da 14 a oltre 25 kg per i modelli da freeride estremo)
MTB da downhill (DH)
Downhill significa discesa libera e forti emozioni, e quindi questa è una bici che è pensata per avere la massima robustezza, è biammortizzata, ha freni a disco di diametro maggiorato, un peso notevole (anche 20 Kg) e gomme larghe. Le mtb da dh sono molto costose, da 2000 a oltre 6000 euro.

Altri tipi di MTB
I modelli di MTB sono sempre più vari ed esistono oggi bici da “street”, una sorta di incrocio tra BMX e mountain bike, bici robustissime e molto piccole, spesso senza cambio, pensate per evoluzioni emozionanti nell’ambiente urbano, e da “dirt jump”, che vengono usate per fare salti su gobbe di terra. Le bici da 4X (four-cross) sono adatte per essere usate su tracciati in discesa, pieni di salti e curve paraboliche come una pista da motocross.
Sport
L’Unione Ciclistica Internazionale ha riconosciuto la Mountain bike come sport ufficiale relativamente tardi. Il primo campionato mondiale di MTB si tenne nel 1991, con un circuito di nove gare. Nel 1996, la gara di Mountain bike (Cross Country) è stata aggiunta agli eventi delle Olimpiadi.
Tipi di corse
Fra le numerose specialità si segnalano per importanza:
- Cross country - (XC) Corsa su terreni sterrati su circuiti ripetuti più volte della lunghezza di 8 - 10 Km. Non è ammessa assistenza tecnica ai corridori.
- Downhill - (DH) Corsa a tempo su discese ripidissime. Questi eventi vengono normalmente fatti in montagna dove si selezionano tracciati in mezzo ai pendii boschivi opportunamente adattati, costruendo rampe in legno o terra dove si spiccano salti lunghi diversi metri. Per altri tracciati si scelgono montagne rocciose come in America (ad esempio nello Utah e in altri stati) dove però non vengono usate rampe ma si usano i salti naturali tra i vari strati di roccia.
Le regole per una pratica responsabile e sicura
La International Mountain Biking Association americana ha elaborato alcune regole per praticare la MTB in sicurezza e senza arrecare disturbo o danno; sono semplici e forse un po’ ovvie, ma è sempre utile tenerle a mente:
- 1.Percorrere solo sentieri dove è permesso circolare in bicicletta
- 2.Non lasciare tracce evidenti o rifiuti
- 3.Moderare la velocità e guidare con prudenza nei tratti difficili
- 4.Dare sempre la precedenza agli altri utenti specialmente ai pedoni e avvisare del proprio pasaggio
- 5.Non infastidire gli animali
- 6.Programmare le uscite senza avventurarsi in sentieri ignoti